San Marino e il Decreto Incentivi

Il primo comma dell’articolo 1 fa riferimento ai Paesi cosiddetti Black list, cioè Stati e Territori aventi un regime fiscale privilegiato, elencati all’interno dei due decreti che vengono citati (Decreto 4 maggio 1999 e Decreto 21 novembre 2001). La Repubblica di San Marino compare all’articolo unico del Decreto 4 maggio 1999. Dunque San Marino ai fini di tale decreto è in Black list.

Proseguendo nel primo comma, il Ministero dell’Economia specifica che tutti i soggetti passivi IVA dovranno comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle operazioni effettuate con i Paesi in Black List, tra cui quindi anche la Repubblica di San Marino.

Le disposizioni tecniche con le quali dovrà essere messo in pratica quanto previsto vengono rimandate al decreto applicativo.

In sostanza, il decreto applicativo obbliga tutti i soggetti passivi IVA che effettuano operazioni nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio negli Stati o territori in Black List, a comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati relativi a:

- cessioni di beni;

- prestazioni di servizi rese;

- acquisti di beni;

- prestazione di servizi ricevuti.

Novità del decreto fiscale italiano

Decreto Legge 2 marzo 2012

Tra le novità dell’ultimo “decreto fiscale” italiano (Decreto Legge 16/2012- clicca qui per leggere) anche l’eliminazione della dichiarazione delle vendite e acquisti con operatori di paesi in black list (es. Rep. San Marino, Svizzera, Monaco…) se al di sotto di 500 euro.

Infatti il Decreto Legge 2 marzo 2012 n°16 indica al titolo 1° Art.2 punto 8): “All’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 25 marzo 2010, n.40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n.73, dopo le parole: «prestazioni di servizi» sono inserite le seguenti: «di importo superiore a euro 500».”

In pratica, per le imprese che devono osservare la disciplina black list delle persone fisiche e società controllate estere, viene introdotto l'obbligo di comunicare alle Entrate le cessioni di beni e delle prestazioni di servizi effettuate e ricevute con operatori residenti o domiciliati in Paesi a fiscalità privilegiata solo in caso di operazioni di importo superiore a 500 euro.