San Marino: “Centro storico e Monte Titano” nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO

SAN MARINO SITO UNESCO

Ai giorni nostri merita certamente di essere segnalato un importante traguardo a livello mondiale: il sito “San Marino: Centro storico e Monte Titano” è entrato a far parte del patrimonio mondiale dell’umanità dell’Unesco.

La decisione è stata presa il 7 luglio 2008 in Canada, nel corso della 32° sessione del Comitato, composto da 21 Paaesi, per il Patrimonio Mondiale dell’Unesco, insediato a Quebec. I siti appartenenti alla prestigiosa Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO “appartengono”, come precisa l’UNESCO “, a tutti i popoli del mondo, al di là del territorio sul quale essi sono situati.

L’UNESCO (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura) incoraggia l’identificazione, la protezione e la tutela del patrimonio culturale e naturale nel mondo considerato come avente un valore eccezionale per l’umanità. Il patrimonio è infatti l’eredità del passato di cui noi oggi beneficiamo e che noi trasmetteremo alle future generazioni. I nostri patrimoni culturali e naturali sono fonti insostituibili di vita e di ispirazione”.

Da diversi anni lo Stato sammarinese, attraverso un ampio e qualificato lavoro svolto da uffici e settori dello Stato, da esperti e studiosi si è attivato per la realizzazione dell’apposito ed impegnativo dossier per l’esame della candidatura del bene “San Marino: Centro storico e Monte Titano” ai fini della sua iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

Dopo i primi contatti avviati al riguardo con l’UNESCO nel 2003, nel dicembre 2004 San Marino aveva presentato alla Direzione del Centro per il Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, a Parigi, la cosiddetta “Tentative List”, che costituisce il primo dei passi previsti nel percorso finalizzato all’inserimento di San Marino nella prestigiosa Lista, avviando nel contempo i necessari rapporti con esperti del settore ed istituendo un apposito Gruppo di Lavoro composto da funzionari e responsabili in rappresentanza delle 4 Segreterie di Stato coinvolte nella scelta della presentazione della richiesta di inserimento di San Marino nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

Nell’ottobre 2006 all’UNESCO è stato presentato il primo dossier, dopo un primo esame degli esperti del Centro del Patrimonio Mondiale, è stato opportunamente rielaborato nella seconda fase dell’iter procedurale previsto dall’UNESCO, con ulteriori contributi e specifici approfondimenti, al fine di arrivare alla stesura definitiva del documento.

La proposta di iscrizione del Centro storico di San Marino e del Monte Titano nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, sottoscritta dal Segretario di Stato per gli Affari Esteri è stata pertanto depositata presso l’UNESCO il 31 gennaio 2007 ed è stata successivamente oggetto di un’apposita missione a carattere tecnico a San Marino, nell’agosto 2007, da parte di specialisti internazionali per conto dell’ICOMOS (Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei Siti, la Organizzazione non governativa, con sede a Parigi, che deve valutare, tra l’altro, i Beni candidati per la iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale).

Dopo la conclusione di questo primo iter, a carattere tecnico e culturale, della candidatura del sito sammarinese nella suddetta Lista, è stato avviato, nell’ultimo anno, un intenso lavoro a carattere diplomatico e politico, coordinato dal Dipartimento Affari Esteri, in stretto collegamento con il Delegato Permanente presso l’UNESCO, che si è avvalso dell’intervento di alcune missioni diplomatiche (fra cui quella presso le Nazioni Unite a New York, presso le Nazioni Unite a Ginevra, presso il Consiglio d’Europa a Strasburgo e dell’Ambasciata a Roma) per sostenere il lavoro di informazione e di sensibilizzazione dei Paesi interessati alla candidatura di San Marino effettuato con l’invio della necessaria documentazione e di materiale appositamente predisposto per la presentazione del Bene, concernente non solo il Centro Storico di San Marino e le caratteristiche del Monte Titano, ma anche e soprattutto la testimonianza della continuità unica e ininterrotta di democrazia rappresentativa che la Repubblica di San Marino esprime, attraverso un esempio unico di città-stato in cui l’immagine naturale e culturale del Paese è inscindibilmente legata alla sua stessa identità ed alla sua sovranità.

Questo serrato lavoro di contatti diplomatici e di diretto interessamento nei confronti dei Paesi interessati alla valutazione del sito sammarinese, ha così potuto assicurare il necessario sostegno politico alla candidatura di San Marino, della quale già i competenti Organismi tecnici di valutazione avevano riconosciuto, nei mesi scorsi, attraverso la immagine del Centro storico, una espressione della identità nazionale, considerando che il Bene in tal modo proposto per la iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale ha un valore universale eccezionale.

In tal modo si è arrivati al giudizio positivo espresso sulla candidatura sammarinese il 7 luglio 2008 dal Comitato per il Patrimonio dell’UNESCO.

Nel febbraio 2009, si è tenuto un incontro tra i vertici di San Marino finalizzato alla fase di avvio  del Piano di Gestione del Sito: “San Marino-Centro Storico e Monte Titano”.

Nel corso dell’incontro il Rappresentante Permanente di San Marino presso l’UNESCO, e due Architetti all’uopo nominati, hanno illustrato ai Segretari di Stato ed ai Funzionari presenti il progetto, elaborato su precise direttive UNESCO, per la gestione, la tutela, il monitoraggio, la valorizzazione e la promozione del Sito. Il Piano di Gestione dovrà disporre di un coordinamento e di alcuni gruppi di lavoro, deputati alle specifiche e diverse finalità del Piano.

L’inserimento nel Patrimonio Mondiale è molto importante per la Repubblica di San Marino considerati gli indubbi benefici che esso porterà al nostro Paese, in termini di riqualificazione turistica e culturale ma anche in termini di positiva immagine internazionale. Il potere Esecutivo è fermamente intenzionato a prendere ogni necessario provvedimento, sia a carattere legislativo che a carattere organizzativo e gestionale, sia per salvaguardare questo nostro Patrimonio, divenuto ora Patrimonio dell’Umanità, sia per valorizzarlo al meglio.